Il film

H20  TURKISH CONNECTION – The making

Il film è stato girato da Playapart tra  giugno 2008 ed febbraio 2011, nei luoghi in Europa (Saragoza, Brussles, Istanbul) dove negli ultimi due anni si sono prese le maggiori decisioni sul futuro dell’acqua, spesso mascherandone l’unico vero obiettivo: la trasformazione dell’acqua in elemento di profitto .Numerosi contributi sono stati inoltre filmati nei luoghi delle lotte di chi si oppone alla mercificazione di questo bene comune: IN ITALIA, IN TURCHIA E IN KURDISTAN.

In particolare, insieme alla produzione video Torcida , Playapart si è recata in Turchia nel marzo del 2009 per documentare il V Foro Mondiale dell’Acqua e le manifestazioni di protesta ad esso associate . E subito dopo nel Kurdistan turco per documentare le devastazioni provocate dai passati progetti di costruzione di dighe, e da quelli in corso di pianificazione come la diga di Ilisu.

turkishprotester

La versione italiana del documentario sarà realizzata entro al primavera del 2011 per darne la più ampia diffusione in Italia durante la campagna del referendum.

Le versioni inglese e  francese saranno invece pronte per l’autunno 2011 per darne la più ampia diffusione in Europa e in tutto il mondo in vista del VI Forum Mondiale dell’Acqua di Marsiglia del marzo 2012 e del Foro Alternativo in quella occasione.

L’impegno in solidarietà con i popoli turchi e kurdi che lottano contro le privatizzazioni dell’acqua e contro le dighe ci ha inoltre portato anche alla decisione di produrre anche una versione in lingua turca.

H20  TURKISH CONNECTION – il film

In Europa dove vigeva  una tradizione di aziende municipali e di gestione pubblica centenaria accanto alla Francia, patria delle grandi multinazionali dell’Acqua come SUEZ o VEOLIA, paese in cui le privatizzazioni sono iniziate prestissimo, anche paesi come l’Italia e la Spagna hanno seguito ciascuna a suo modo e con velocità sorprendente l’ondata privatizzatrice. In questi paesi le società private si vanno sostituendo all autorità  del sindaco nella gestione degli acquedotti di moltissime città dando vita a processi di accrorpamento tra societa’ pubbliche e private che mirano all’espansione con  accordi di cartello (come quello tra la francese Suez e l’Acea romana per la spartizione del territorio toscano) e alla creazione di grandi multiutilities.

Ma per fortuna, mentre in Europa si svolgono in segreto le trattative per la spartizione dell’acqua tra soggetti privati che mirano a farne profitto , nascono o si fortificano i movimenti di resistenza intorno a questi tentativi usurpatore!

Ai movimenti spagnoli che hanno denunciato il business industriale e speculativo dietro la propaganda ‘sostenibile” della grande EXPO DELL’ACQUA DI SARAGOZA, si è aggiunta la municipalità di Parigi che ha ripubblicizzato la gestione del srevizio idrico  nel 2009, e il grande movimento della società civile turca e degli attivisti internazionali accorsi ad Istanbul durante il V FORO MONDIALE DELL’ACQUA DEL 2009 per organizzare i contro forum, per discutere le alternative e le mobilitazioni di denuncia e resistenza, e le delegazioni di solidarietà internazionali contro lo scandaloso mega-progetto GAP  in KURDISTAN (circa 600 nuove grandi dighe) portato avanti dalle multinazionali europee con il finanziamento delle banche e dei governi .

noriskydams

 

In contemporanea le manifestazioni ed appuntamenti degli ultimi due anni in molte parti d’Italia da parte del Foro italiano dei movimenti per l’acqua che si è reso fortemente attivo anche a livello internazionale andando sia in Turchia che in Kurdistan per protestare contro il  V Forum Mondiale di Istanbul e portare la solidarieta’ ai movimenti kurdi che subiscono la VIOLENTA REPRESSIONE DA PARTE DELLE FORZE DI POLIZIA TURCHE, ed infine in Abruzzo in occasione delle manifestazioni di protesta al G8 DELL’AQUILA.

turkishpolice

 

Dal 2006 ad oggi il movimento italiano si è reso infatti artefice di grandi manifestazioni nazionali come quella di Roma del marzo 2010 alla quale hanno partecipato centinaia di migliaia di persone, di eventi ed  attivita’ di sensibilizzazione a livello locale sull’ importanza di una gestione pubblica e partecipata dai cittadini, di attività di denuncia e resistenza all’ aumento delle tariffe e alle privatizzazioni in moltissime parti d’Italia.  Come in Puglia dove si chiede la ripubblicizzazione o ad Aprilia in provincia di Latina, vicino Roma, dove i cittadini si sono rifiutati di pagare le bollette alle multinazionali straniere, o in provincia di Frosinone dove sono stati avviati numerosi ricorsi contro la legalita’ degli aumenti indiscriminati, o in Piemonte con la riforma degli statuti comunali per includere il riconoscimento dell’acqua come bene e non come merce da vendere e comprare.

 


Nel 2010 il Forum ha promosso  una raccolta di firme in tutta Italia per  il lancio della campagna del REFERENDUM NAZIONALE contro il Decreto Ronchi del 2009 che prevede la fine sicura di ogni residuo di sistema pubblico di gestione in Italia. In due mesi vengono raccolte ben 1.4 milioni di firme contro il decreto e l’Italia si avvia nella primavera del 2011 al voto per referendum nazionale contro le privatizzazioni (unico paese al mondo dopo l’Uruguay del 2006 che ha cacciato con referendum le multinazionali dell’acqua straniere dal paese).

In questo contesto le battaglie del movimento Italiano per vincere il referendum o quelle piu’ locali contro ACEA, o contro l’ espansione delle joint-ventures pubblico–private alla francese, replicano solamente, anche se con un sapore più europeo, quelle avviate da almeno un decennio nei paesi dell’America Latina, dell’Asia e dell’Africa, paesi da cui le multinazionali si sono in molti casi dovute ritirare negli ultimi anni per proteggere la loro reputazione ed i loro investimenti, tornando ad investire in Europa appunto. Ed in Europa sono state costrette a rifuguarsi , anzi a casa loro, in rancia le multinazionali che stanno tra gli organizzatori del prossimo Forum Mondiale dell’Acqua che si terrà appunto a marsiglia nel 2012.

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